Valle dell'Aniene

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Anticoli Corrado

Anticoli Corrado


Il piccolo comune

Il nome Anticoli si fa risalire da Antikuis in merito a un’iscrizione greca databile intorno al VII-VIII sec o al toponimo medievale del luogo che, già prima dell'anno 1000, figura tra i possedimenti del monastero di S. Erasmo al Celio, con il nome di "Fundus Antikuis" (verosimilmente da Ante Colles, "davanti ai colli").

Il suffisso Corrado è da attestare, con ogni probabilità, al signore Corrado di Antiochia, sovrano nipote di Federico II di Svevia che il paese ha deciso di citare nel proprio nome per ricordarne il prestigio e rendergli omaggio.

Il primo insediamento si trovava nella parte alta del colle su una roccia, come una fortezza naturale e le costruzioni si allineavano lungo il ciglio del costone roccioso per migliorare la difesa; queste ultime formavano la "Rocca" che costituisce il nucleo storico, oggi definibile dal Palazzo baronale, dalla chiesa parrocchiale di Santa Vittoria, dal palazzetto Brancaccio e dalla piazza antistante. Tutte le costruzioni della "Rocca" sono mutate nel tempo, trasformate per interventi edilizi soprattutto del periodo barocco. Da rilevamenti effettuati fanno sicuramente parte del nucleo originario le strutture del piano scantinato del palazzo baronale e la torre del palazzetto Brancaccio, sotto la quale si trovano degli spazi probabilmente utilizzati come carceri, mentre la chiesa di Santa Vittoria come si presenta a noi oggi è una ricostruzione della fine del XVIII sec. Su quella medievale che esisteva sulla "Rocca" fortificata. Del XIV sec. è la chiesa cimiteriale di San Pietro, di origine romanica, edificata all’esterno della "Rocca".

Intorno a questo punto centrale fortificato si espandeva il paese nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento La via Maggiore costituiva un accesso alla "Rocca" attraverso una scalinata che nasce da questa strada subito dopo la Porta omonima, diventando asse di riferimento e di strutturazione della prima espansione residenziale ai piedi del castello; un secondo accesso si ricavava nella costruzione del Palazzo baronale attraversato per intero e un terzo nasceva dallo spazio tra il Palazzo e la Chiesa di Santa Vittoria dove, poco più giù, sorge un palazzo patrizio Majoli che reca la data 1520.

L’espansione del paese nel XVI sec. avveniva a valle della via Maggiore in avvolgimento della "Rocca" verso est in direzione di via Olivella e verso ovest in direzione dell’attuale via Adolfo De Carolis, più in basso. Nel corso del XVII e XVIII sec. la nuova espansione edilizia si sviluppava da via Adolfo De Carolis in basso verso Porta Priaterra lungo un sentiero che ha lo stesso nome e quindi lungo lo sperone collinare, articolandosi lungo le curve di livello. Il Palazzo fortificato venne trasformato in Palazzo baronale residenza di campagna e all’esterno della cittadina si costruivano le chiese di San Rocco sulla via dei colli, di Santa Caterina nei pressi di San Pietro, della SS Trinità in basso, al capo esterno dell’insediamento.

Alla fine dell’Ottocento si verificava una piccola espansione verso sud oltre la Piazza del Papa ex Piazza del Mercato che si apriva subito dopo la Porta Maggiore, delle prime stalle sulla grande aia dell’attuale Piazza delle Ville su cui si imposterà nel Novecento l’espansione residenziale; nel corso del XX sec. la piazza venne trasformandosi. Si demoliva la chiesa di Santa Caterina e si abbatteva un gruppo di edifici in posizione semicentrale della fine dell’Ottocento, definendo lo spazio che veniva quindi caratterizzato da un edilizia non omogenea, nata casualmente. A raggiera si dividono dalla piazza tre vie verso le quali si stava sviluppando il paese: la via di Santa Caterina dal nome della chiesa che si trovava in quel luogo, la via Roma e la via di San Rocco che porta in alto verso i colli e verso le recentissime espansioni; si realizzava inoltre la strada carrozzabile che sostituendo la mulattiera, da Porta Priaterra aggira il paese verso Marano Equo arrivando in Piazza delle Ville e cambia così l’accesso al paese permettendo l’espansione verso i colli ed emarginando di conseguenza le aree a valle che comprendevano Via Priaterra e la Via della Trinità, cosiddetta dalla chiesa omonima, che s’arrampica sul costone e che serviva a raggiungere la città in alto. La Piazza delle Ville era diventata punto nodale di riferimento del paese assumendo il ruolo di cerniera fra centro storico ed espansione.

(tratto da www.anticoli-corrado.it/Paese.htm

Il paese degli artisti e delle modelle

Anticoli Corrado, conosciuto come “Il paese degli artisti e delle modelle”, deve questa definizione alla presenza, a partire dalla prima metà dell’800, di pittori arrivati a Roma dall’Europa settentrionale i quali, alla ricerca di paesaggi e di atmosfere suggestive, si inoltrano nella campagna romana alla ricerca di spazi da trasformare in studi. Nel 1935 un censimento ne contava ben 55. La forte presenza di artisti permise l’avvicinamento, da parte degli abitanti di Anticoli, all’arte; dal consolidamento dei rapporti tra artisti e contadini derivò l’usanza di rendere questi ultimi protagonisti delle opere che ritraevano, molto spesso, modelli e modelle del luogo.

Dalle note biografiche di Augusto Corelli del 1918 pubblicate nel volume "Un paese immaginario: Anticoli Corrado" questa è la definizione dedicata allo splendido luogo e ai suoi abitanti:

Trovammo negli abitanti di Anticoli una cordialità ed una gentilezza impareggiabili di cui eravamo incantati. Entravamo nelle case dei contadini per ammirare le pittoresche cucine dove si svolgevano le scene della loro vita semplice e buona; ovunque eravamo accolti festosamente e, quasi costretti dalle loro insistenze, prendevamo parte alle loro mense…

Tra i molti artisti presenti ad Anticoli, Il Premio Nobel per la Letteratura Luigi Pirandello, Ernst Stuckelberg, i pittori danesi Niels Andreas Bredal, Oluf Kristian Host, Carl Otto Haslund, Augusto Corelli, Augusto Bompiani, Carlo Randanini, Alessand, Hans Lendorff, Charles Moulin, Augusto Luiz de Freitas, Adolfo De Carolis e Giulio Aristide Sartorio, Nino Bertoletti, Angelo Zanelli ed Elisabetta Kaehlbrandt.

Da vedere

Chiesa di S.Pietro
La chiesa è ubicata in angolo della Piazza delle Ville, è il monumento più antico del borgo, questa chiesa fu costruita intorno al XI secolo. La meraviglia di questo edificio cristiano sono i suoi affreschi che ritraggono Piero della Francesca a Roma.

Palazzo Baronale e Museo d’arte moderna
Il palazzo Brancaccio è l’antico palazzo baronale costruito nel XVII secolo, oggi ospita il museo d’arte moderna della città, inaugurato nel 1935. Nel museo sono contenute le opere donate dagli artisti che hanno soggiornato ad Anticoli. Il museo conta oltre 200 opere e tra i nomi degli artisti spiccano quelli di Arturo Martini, Luigi e Fausto Pirandello, Rafael Alberti, Adolfo De Carolis e Ercole Drei.

Piazza delle Ville, e la fontana del Martini
La piazza delle Ville è la piazza principale del paese, luogo d’incontro e di socializzazione. Al centro c’è la fontana realizzata dallo scultore italiano Arturo Martini. La fontana rappresentante l’Arca di Noè simbolo di rinascita del paese

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